""""Su sonos de is pedras"""
Un racconto dagli accenti poetici in cui l'artista ha svelato il cuore nascosto che da millenni si nasconde dentro quei sassi. Suoni liquidi dal calcare, cupi e profondi dal basalto... Un miracolo che si rinnova sfiorando pieghe e tagli segnati dallo scultore. Pietre che si animano e alle quali Sciola, prima di sfiorarle, dedica una preghiera simile a un inno della Natura.Pietre che percosse rivelano sonorità ancestrali sotto le sapienti mani di Favre e compagni: per un'ora circa interagiscono coniugando quei suoni con il drumming delle loro complesse macchine sonore fatte di tamburi, cimbali, bacchette, canne e tubi. Il singolare concerto - coprodotto da Time in Jazz con il festival delle Dolomiti - è l'ulteriore tappa di un progetto che proprio a Berchidda quindici anni fa ebbe il primo battesimo di fuoco. Da allora molte cose sono cambiate. E le stesse sculture sonore di Sciola sono diventate più complesse e interessanti anche per i musicisti che possono intravedere in questi oggetti d'arte ulteriori possibilità espressive.
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