""""I SARDI NON PAGHINO LE BOLLETTE PAZZE!!""""
CAGLIARI. «I sardi non rinuncino a reclamare per i propri diritti». Le «bollette pazze» di Abbanoa sono un esempio della fatica che i cittadini debbono sopportare nel rapporto con l'amministrazione pubblica. Lo hanno denunciato ieri i sindacati Cgil-Cisl e Uil in una conferenza con i responsabili delle organizzazioni Adiconsum, Adoc, Federconsumatori e Cittadinanzattiva. «I disservizi di Abbanoa non possono essere pagati dai sardi». E di fronte alla bollette pazze viene l'indicazione chiara: «Non pagate e presentate ricorso».
Cgil-Cisl e Uil scendono in campo per due motivi: «La difesa del reddito non passa solo attraverso l'aumento del reddito e delle pensioni», ha spiegato Mario Medde (Cisl), «ma anche per il contenimento dei prezzi delle tariffe». Il secondo motivo riguarda l'acqua come bene primario: «Siamo contro la privatizzazione e contro chi ha sponsorizzato l'attuale disservizio che viene addebbitato agli utenti», afferma Enzo Costa (Cgil). I capi d'accusa contro Abbanoa vengono sollevati dai rappresentanti delle associazioni. Giorgio Vargiu (Adiconsum) attacca: «Quando Abbanoa è subentrata nella gestione del servizio ha commesso molti errori. Innanzitutto non c'è stata la lettura dei consumi effettuati e allora chiedo sino a quanti metri cubi si deve riconoscere il corrispettivo al vecchio gestore e da quali metri cubi in poi si deve pagare il nuovo»?
Il problema non è da poco: c'è un probabile indebito arricchimento (con danno erariale) e tariffe alle stelle per i poveri cittadini che si sono visti caricare i consumi pregressi sulla fascia più onerosa delle tariffe. Il secondo capo d'accusa riguarda il subentro di Abbanoa nel servizio svolto dai Comuni, i quali nel 2006 avevano smesso di fatturare «perché si era fatto credere loro», precisa Vargiu, «che non potevano essere messe a bilancio le somme derivanti dalle fatturazioni». Anche in questo caso i sardi hanno ricevuto bollette più salate: «Ogni utente ha titolo e diritto a presentare reclamo per gli anni dal 2005 al 2008 e parte del 2009 per vedersi ricalcolare le fatture sulla base della decisione del Tar che nel 2005 aveva dato ragione agli utenti».
C'è anche un terzo punto: la sostituzione dei contatori effettuata da Abbanoa senza la presenza fisica dell'utente interessato e quindi senza alcuna certezza dei consumi tanto che sono arrivate bollette stratosferiche per il pregresso. Giuliano Frau (Adoc) spiega che siamo in presenza di consumi gonfiati: «I cittadini si sono visti richiedere somme non dovute e questo è accaduto in un momento in cui Abbanoa aveva forti problemi di liquidità».
Nonostante le apparenze, nella conferenza nessuno spara su Abbanoa «che è un soggetto giuridico responsabile» ma il disservizio è attribuito tutto a coloro che hanno creato questa situazione e cioè la classe politica. «È venuta a mancare la politica dell'acqua», sostiene Andrea Pusceddu (Federconsumatori), «si pensi che a Quartu su circa 50 mila utenze ne sono censite 10 mila. Significa che quell'acqua la stiamo pagando tutti noi». Che fare? Ieri mattina i segretari del sindacato, Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Terenzio Calledda (Uil) hanno inviato una lettera al governatore Cappellacci per chiedere che la Regione convochi un tavolo tecnico con Abbanoa e l'Autorità d'ambito.
Si chiede la sospensione dei pagamenti; (Abbanoa ha incaricato la società Recu.S di Treviso di tentare di riscuotere le partite incagliate, incerte. E il cittadino? «Il consiglio è di non pagare», dice Pusceddu, «avanzare il reclamo magari attraverso le associazioni, attendere la risposta e, se Abbanoa non risponde entro 30 giorni, procedere con la conciliazione». Abbanoa ha replicato preoccupata: «Quanto dichiarato genera allarme, alimenta il contenzioso. Gli utenti potrebbero essere indotti a esporsi, a causa di aspettative sbagliate».
"""""Consumi gonfiati al cambio del gestore che replica: «È sbagliato, sono tesi infondate»"""""
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3 marzo 2011
Etichette: "PEDRU PEDRAS"



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