La centrale Galsi a Vena Fiorita La società è pronta al dialogo, ma porta avanti gli espropri!!
OLBIA. Una vampata incendia il sonnolento viaggio del gasdotto verso la Sardegna. La lenzuolata di terreni da espropriare da Porto Botte alle Saline ha scatenato la rivolta. Come se di colpo ci si fosse svegliati dal sonno di massa. Dalla grande illusione che la centrale del gas fosse svanita tra primavere nordafricane e crisi mondiali. Ma il progetto Galsi ha sempre goduto di salute e in questi mesi è andato avanti. Per prima cosa il progetto ha ottenuto il via libera dal ministero dell'Ambente. La valutazione sull'impatto dei 280 chilometri di tubo del gas che affetta in due l'isola per inabissarsi nel Tirreno è positiva. A questo punto era inevitabile la pubblicazione dell'avviso degli espropri. La rivolta della politica ha il riflesso stizzito di chi ha preso uno schiaffo in faccia. Tutti un po' si erano convinti che il tempo per la discussione ci fosse. Tutti tranne Galsi, che con calma ha portato avanti il suo piano. La centrale sorgerà a Vena Fiorita. Il progetto è stato approvato dal Ministero. E anche la delibera del consiglio comunale, che si opponeva alla scelta di quel sito, sembra insufficiente, non c'è una alternativa, e superata dagli eventi. Galsi non rilascia dichiarazioni ufficiali, ma fa capire di essere disponibile al dialogo con l'amministrazione. E che in fondo il signore del gas in questi mesi è stato costretto ad andare avanti da solo perché in Comune a Olbia sono mancati sindaco e maggioranza. Dopo la presentazione in municipio nel 2008 del progetto che prevede la creazione di una centrale da 18 ettari con edifici alti 15 metri immersi nel verde e circondati da alberi, il piano è andato avanti. Ha superato tutti gli ostacoli. La rivolta del senatore Gian Piero Scanu, Pd, e del presidente nazionale dell'Upc Antonio Satta, che hanno promesso battaglie di piazza, rischiano di essere tardive. Ma anche una scelta della maggioranza portata al tavolo delle trattative con Galsi dal sindaco Gianni Giovannelli potrebbe non avere abbastanza forza per fermare una macchina già in corsa. In autunno ci sarà la conferenza di servizi definitiva con il progetto che ha già avuto il via libera dal ministero. Poi a gennaio tutti i proprietari dei terreni espropriati saranno incontrati, uno per uno, da Galsi. La condotta che attraversa per 280 chilometri la Sardegna, fa gli ultimi 15 nel territorio di Olbia. A Vena Fiorita è prevista la costruzione di una centrale di compressione con edifici alti 15 metri. I tecnici di Galsi garantiscono che la centrale inquinerà meno di una cucina a gas, 2,6 microgrammi di ossido di azoto per metro cubo. Giurano anche che sarà silenziosissima, solo 42 decibel, il suono di una notte estiva in campagna. Nella stazione il gas sarà compresso fino a 200 bar e inviato per altri 275 chilometri oltre il Tirreno. All'uscita dalla centrale, dentro il tubo che ha un diametro di un metro e 20 centimetri, scorrerà metano ad alta pressione e a una temperatura di 50 gradi. La condotta sarà interrata sotto un metro e mezzo di terra. Da Vena Fiorita attraverserà le Saline. Ma Galsi vuole evitare di arrivare al braccio di ferro con l'amministrazione e spera in un accordo figlio del dialogo, per questo continua a lanciare messaggi di apertura e dialogo, mentre pubblica i bandi per l'esproprio.
26 luglio 2011



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