OSSIDIANA
L'ORO NERO DELLA SARDEGNA
venerdì 16 settembre 2011
lunedì 12 settembre 2011
""""""""""""""""""MARIO PISCHEDDA"""""""""""""""""""""
il letame è il fulcro della nostra esistenza:la merda ci rende migliori, in tutti i campi.
migliora la terra, alleggerisce il corpo portandosi via le scorie, permette ai fiori di avere colori migliori.
il festival della merda rende onore ad una delle cose più preziose per la nostra stessa esistenza: senza merda i terreni si inaridiscono e le persone si costipano.
liberiamoci, liberiamoci tutti e rendiamo grazie al letame
migliora la terra, alleggerisce il corpo portandosi via le scorie, permette ai fiori di avere colori migliori.
il festival della merda rende onore ad una delle cose più preziose per la nostra stessa esistenza: senza merda i terreni si inaridiscono e le persone si costipano.
liberiamoci, liberiamoci tutti e rendiamo grazie al letame
Manuela Quatipua Collu, contributo dal Paese del Vento
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mercoledì 7 settembre 2011
L'arte oltre i musei: la street art approda a Sassari
SASSARI. Ci sono interi frammenti di città che le persone vedono ogni giorno con i loro occhi, ma senza guardarli davvero. Per abitudine, è quasi normale camminare circondati dal degrado e da strutture fatiscenti, quando basterebbe uscire fuori dagli schemi mentali per riappropriarsi degli spazi più preziosi del tessuto urbano. È questo l'intento di "Street Art 2011", l'evento artistico che ha portato per la prima volta a Sassari questa particolare forma d'arte, diffusa negli Stati Uniti e in metropoli come Londra, Milano, Berlino e Bologna.
Il progetto, organizzato dal gruppo artistico Aliment(e)azione con la collaborazione dell'associazione culturale Acme e il patrocinio del Comune di Sassari, ha toccato le vie della città dal 29 al 3 settembre, ed è culminato con la presentazione di un murale realizzato da importanti artisti di fama internazionale: Blu ed Ericailcane, di Bologna, e il cagliaritano Tellas. Luogo prescelto, un vecchio edificio nel quartiere periferico Corea, lontano dai circuiti cristalizzati dei musei, perché scopo della Street art è usare la strada per arrivare a tutte le persone.
I tre artisti hanno lavorato senza un'idea definitiva, lasciandosi ispirare dalla gente, dagli stili di vita, dai luoghi in cui si sono trovati a disegnare. E così sulle facciate si sono materializzati alcuni elementi chiave della tradizione e dell'habitat della Sardegna: caproni, fenicotteri rosa e campanacci, rivisitati con la consapevolezza di valorizzare spazi a disposizione di tutti. Una tecnica, quindi, che poco ha a che fare con gli atti di vandalismo con cui spesso è confusa, ma anzi si propone di restituire agli abitanti la dimensione della città, creando un dialogo fra le opere degli artisti e il contesto urbano.
La realizzazione del murale è stata accompagnata da una serie di iniziative: la proiezione di un cortometraggio durante Sassari Estate, una tavola rotonda in piazza Mazzotti con la partecipazione di alcune realtà artistiche della Sardegna, la presentazione della fanzine "Burro", autoprodotta dal gruppo artistico. E, soprattutto, la diffusione di un kit di "sopravvivenza urbana", con l'invito ai cittadini a dare suggerimenti per il recupero estetico di edifici abbandonati o in disuso in città. Nei prossimi mesi, la Street Art non lascerà Sassari: a breve il collettivo donerà alla Biblioteca comunale alcuni testi dedicati; a ottobre, poi, è in cantiere un progetto ancora top-secret per portare i murales nel centro della città.
7 settembre 2011
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"""""""""""""ISOLE CHE PARLANO 2011"""""""""""""
![]() | "C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi. " |

GIOVEDI 8 SETTEMBRE 2011
Ore 18,30
TOMBA DEI GIGANTI LI MIZZANI
Ore 18,30
TOMBA DEI GIGANTI LI MIZZANI
Ai Giganti#5 ***
Iva Bittova Solo
Iva Bittova Solo
Iva Bittova (sax e voce)Iva Bittova, affascinante e quanto mai eccezionale violinista e vocalist, ci offre una delle sue più accorate performance:il solo di Iva Bittova è emozionante, intenso, capace di fondere poesia con il rumore, di trasmettere un trasporto fisico in cui non si ha separazione tra pratica strumentale e voce.
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"""""""""""""ISOLE CHE PARLANO 2011"""""""""""""
Associazione Sarditudine con il patrocinio dell’I.S.R.E.
Di GranitoMusiche tradizionali tra sacro e profanoVI Edizione
Palau - 8 settembre 2011
Chiesa campestre Sant’Antonio di Monticanu
Ore 21,30
Gara di Canto a Chitarra
Di GranitoMusiche tradizionali tra sacro e profanoVI Edizione
Palau - 8 settembre 2011
Chiesa campestre Sant’Antonio di Monticanu
Ore 21,30
Gara di Canto a Chitarra
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Palau - 10 settembre 2011
Roccia dell'Orso
ore 17,00
Sonorizzazione della Roccia dell'Orso
dedicata a Pietro Sassu e Mario Cervo
Statico, immobile, apparentemente sempre uguale, per questo rassicurante. Eppure ha subito nel tempo continui mutamenti, è stato scavato, eroso dal vento e dalla salsedine, scolpito per regalarci forme inusuali che accompagnano il nostro sguardo. Se ci soffermiamo sulla sua superficie, le tracce cambiano giorno dopo giorno: è una roccia viva, abitata da muschi, licheni e da piccole forme che disegnano sulla sua pelle rugosa, mondi non conosciuti, mappe immaginarie, colorate cartine geografiche.La musica di tradizone orale è di granito.
Apparentemente chiusa in una circolare ripetizione, nella sua variazione minimale - la sola apertura concessa a chi la interpreta, la abita e la trasforma - muta continuamente il suo profilo e i suoi tratti.Trasformazione lenta, inesorabile che la pone in contatto con il presente, non museificata.
Pensate ad un masso di granito vivo, ad un masso cavato, ad una pietra che vi da il benvenuto in ‘Costa Smeralda’. È sempre granito ma...il primo pulsa, emoziona, ci da forza, il secondo disorienta, fa mancare riferimenti esistiti per secoli, spezza il paesaggio, il terzo è come un animale braccato e costretto in cattività, come un totem indiano, rubato, davanti a cui banchetta il generale Caster.
Di Granito è l’emozione della circolarità delle voci roche consumate dall’usura, fragili, belle quando sono invecchiate ed emozionanti perchè trasmettono sapere; è quel senso di formicolio sottopelle che non si riesce a spiegare e trova nelle lacrime il suo senso più profondo; quella sfida con il limite del proprio corpo che ti fa sentire il più glorioso abitante degli abissi, capace di non respirare per ore e incantare con forza ipnotica chi sceglie te per essere rappresentato.Di Granito è un ritratto, è uno specchio che riflette una immagine apparentemente statica in cui con attenzione possiamo scorgere i mutamenti di un impercettibile ma inesorabile trasformazione.
Di Granito è un omaggio a due figure autorevoli della storia della musica sarda: Mario Cervo e Pietro Sassu.
Il primo ne ha custodito la memoria, il secondo l’ha studiata e gli ha dato la dignità di musica colta
Il primo ne ha custodito la memoria, il secondo l’ha studiata e gli ha dato la dignità di musica colta
| Gara di Canto a Chitarra | |||
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