martedì 2 agosto 2011

""ESEMPIO DI TOLLERANZA E'CONVIVENZA!"LA MUSICA"

Nulvi capitale del reggae. Chiude la tre giorni dedicata ai ritmi caraibici

Oltre 12.000 presenze nel paese dei candelieri popolato per l'occasione dai fan di Bob Marley
di Michele Cocchiarella NULVI. Musica, arte, giovani e cultura: sono stati gli ingredienti della quarta edizione del «Sardinia reggae festival», che si è concluso domenica notte con il live del gruppo sardo, i Train to Roots.

Premiata l'associazione Sardinia reggae che anche quest'anno ha soddisfatto i partecipanti invitando alla rassegna musicale, artisti di fama internazionale e gruppi sardi che ogni sera hanno ricevuto gli applausi di migliaia di giovani per un totale di 12.000 presenze nei tre giorni del festival.

Protagonista della manifestazione anche Nulvi, sede della rassegna, che dopo i primi tre giorni, sembrava quasi essersi "convertito" alla cultura giamaicana per la numerosa presenza di persone del posto che dalle vie centrali si sono spostate anche nell'area concerti per ballare e ascoltare i ritmi caraibici. E se qualche giorno prima le donne anziane guardavano con curiosità i modi di fare e le acconciature dei nuovi arrivati, l'ultima sera qualcuna di loro è stata vista camminare in mezzo ai giovani mentre sul palco cantavano gli Zaman. Una fusione pacifica tra il popolo reggae e quello locale, che ha dimostrato ancora una volta come la musica e tutto ciò che è cultura non può nuocere alla convivenza, specialmente quando ideali e valori, spesso molto simili, vengono condivisi nonostante le grandi distanze.

«Il festival è andato benissimo. Voglio ringraziare anche l'amministrazione comunale e i cittadini che hanno accolto positivamente l'iniziativa, mettendo a disposizione servizi e spazi all'interno del paese» ha detto Simone Sechi, presidente dell'associazione Sardinia reggae, che ha organizzato il festival insieme a Matteo Marras, Andrea de Martis, Giuseppe Secchi, Pierre Obino, e con il comune di Nulvi e la Provincia di Sassari. A salire sul palco dell'area concerti, domenica notte, i tedeschi «Dub à la pub», vincitori dell' European reggae contest 2011 a Barcellona, che con un'esibizione coinvolgente hanno lasciato il palco alla musica degli Zaman, la band sarda che con i suoi ritmi africani ha fatto scatenare per più di un'ora la folla.

Qualche minuto di pausa, tra una pizza degli Elfi, e un giro tra le bancarelle, e la serata è proseguita con gli «Overproof», il sound system che dopo circa un'ora ha lasciato libere le casse alla musica dei «Train To Roots», una delle più rappresentative realtà del panorama nazionale. La band isolana è stata protagonista di un concerto coinvolgente con le voci di Paolinho, Bujumannu e Rootsman I, che hanno animato la serata fino a tarda notte. Per concludere sette ore di sound system con Brother culture, Bababoom hi fi e i Bass Conquerors.
2 agosto 2011

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